mercoledì, 01 ottobre 2008,14:21
Il fremito irreplicabile del destino. Il puro caso — o ci trovavamo adesso, per una fortuitissima coincidenza, oppure niente. Ora o mai più. Un'unica possibilità, per cambiare un'esistenza. 
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mercoledì, 24 settembre 2008,09:20

Da consumarsi preferibilmente entro il: vedere data sul retro

 

25 gennaio 2010. Questa è la mia data di scadenza.

Di tutto quello che sarà dopo, non vi è alcuna certezza. Ecco perché mi passa assolutamente la voglia di scrivere, anche solo di esprimere la difficoltà di reggere le paranoie quotidiane di chi come me condivide parte dell'ufficio e delle preoccupazioni.

Pensiamo a faticare, a dare il meglio di noi stessi, Aporia. Non pensiamo a domani, ché tanto non serve a molto.

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martedì, 09 settembre 2008,16:29

Ghirigori ostinati, si diceva. Infinite possibilità che si intrecciano e per certi precari momenti si sovrappongono. Lavori che diventano sfide con noi stessi, con la nostra vita privata, con i nostri legami personali.

Il lavoro è una giungla e sta a noi districarci tra le mille minacce che confondono scopi e mezzi, verità e finzioni, luci e ombre. Provo a mettercela tutta e comportarmi in maniera onesta, provo ad essere corretta anche se a volte non è facile perché c’è qualcuno dietro di te che fa di tutto per renderti il lavoro improponibile.

Oggi è andata, nonostante tutto. E noi ne siamo usciti ancora più forti di prima.

 

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giovedì, 04 settembre 2008,15:09

Tre mesi, due coccinelle e infiniti gelati dopo

 

Il punto è che non tutti quelli che accompagnano i nostri viaggi sono i nostri compagni di viaggio. Ci metti una vita a capirlo, dai pomeriggi trascorsi con la testa nel cuscino e le canzoni più tristi nel lettore mp3 fino agli interrogativi esistenziali su cosa sia davvero l’amore.

È difficile avere il viso di una donna che parte, tornare e sentirsi estranea, venire accusata per essere andata via e aver rinunciato alla propria città.

Assurdo, mi volto ed è tutto cambiato: i negozi, alcuni palazzi, persino il mio viale. La dirimpettaia ha modificato il suo bagnetto abusivo che adesso è decisamente più chic.

La stanza delle sorelle è vuota. Vuota come gran parte della nostra quotidianità. Se penso che un tempo condividevamo tutto e adesso invece solo brevi telefonate, mi si stringe il cuore.

La mia parte della libreria è quasi vuota: sono rimaste le guide di Praga (le prendo) (mentre lo faccio ricordo l'ultima volta che le ho usate), poi l'ennesimo di Heidegger che non ho ancora avuto la forza di portare con me e infine Finzioni di Borges (quello con Funes el memorioso) (come mai non l'ho portato con me? Ah ecco, non era mio. Era di. Sì sì proprio di, me lo aveva prestato). Penso che sia trascorso il tempo legittimo per usucapirlo. Lo prendo.

Lui è venuto a Napoli e si lascia incantare dalla magia della mia città, dalle sue mille voci, dalle costruzioni edilizie sovrapposte che mescolano il bene e il male, il vecchio e il nuovo. Lui ha gli occhi pieni di luce e fotografa qualsiasi cosa, si incanta davanti allo spettacolo del mercatino all’angolo della piazza che ogni volta attraversavo prima di andare a prendere il C55, ché io l’ho sempre detto che sembrava un presepe.

Lui mi guarda con gli occhi pieni di luce e io sono felice.

Un tempo c’era un adesivo di carta su una vespa rossa e un casco di due taglie più grande, adesso c’è un frigorifero pieno di magneti a forma di coccinella e un bracciale di pietre rosse… che strana la vita, non finirà mai di stupirmi.

Che ghirigori ostinati disegna. 

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lunedì, 21 luglio 2008,16:34

Sono tantissime le cose che vorrei dire. A volte mentre cammino per Boulevard Jourdan con il mio fidato lettore mp3 nelle orecchie (giammai un Ipod!!!) provo a formulare i miei pensieri, ma non riesco mai a dar loro una forma concreta per mille motivi, non ultimo il ritmo frenetico di questa città che ti prende, ti cattura in tutto il suo fascino di grande capitale (io adoro le grandi città, sarà che sono nata dove sono nata…).

Dicevo, ci sono tante cose che penso in questi giorni. La prima è che come dice Paolo (l’uomo con i piedi  - nudi - ben piantati per terra) le cose vanno e vanno e vanno. La seconda è che aveva ragione Roquentin: il mondo è pieno di vespe rosse. E pensare che quando me lo aveva detto io non ci ho creduto nemmeno per mezzo secondo, sarà che ero completamente accecata dall’assenza di.

Così mi sono ricordata l’ultima volta che sono stata a Paris, quattro anni fa, mentre parlavo il francese molto peggio e scrivevo un nome dappertutto e adesso c’è enne (ecco: ora entriamo in zona di chiarimenti, per voi curiosoni eheh) che ha fatto un calendario con il conto alla rovescia dei giorni che ci dividono, che si innervosisce se gli dite che è solo l’inizio, che è dolce e delicato come pochi al mondo.

Dunque quando dalla scrivania dove lavoro guardo gli alberi mossi dal vento sento di essere felice come non lo ero dai tempi dei Playmobìl e tutto ciò è fantastico.

(nel commento i dettagli)

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giovedì, 17 luglio 2008,19:54

Sono a Parigi, sto bene e … mi sono innamorata!!!

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domenica, 29 giugno 2008,14:08

Ciao a tutti, si parte. Ci vediamo senz'altro di là, con nuove avventure. Intanto stringo tra le mani questa nuova piccola inedita felicità che mi ha regalato il destino e di cui, devo dire, ne avevo proprio bisogno.

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sabato, 21 giugno 2008,14:17

Come in un film, a dispetto di tutte le congiunture, della mia imminente partenza, delle telefonate di fantasmi che tornano dal passato, a dispetto del capitolo che giace sul comodino vicino al letto, a dispetto delle scadenze e delle incazzature per le colleghe stupide, a dispetto di tutto arrivi tu e mi incanti l’anima.

 

Sei come uno scrigno. Una di quelle scatolette, che sono già piacevoli da vedere, ma che quando le apri ti catapultano altrove.

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giovedì, 19 giugno 2008,08:06

Andatevi a vedere assolutamente Once, che è un film bellissimo:

 

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mercoledì, 18 giugno 2008,18:32

È successo di tutto e sono felice, Napoli non delude mai.

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